MILLESIMATOUR2014


COMPRA LE CANZONI SU I-TUNES!

Musicamanovella - L'Amore  Cieco o ci Vede Poco
Visualizzazione post con etichetta SENZA PAROLE. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta SENZA PAROLE. Mostra tutti i post

lunedì 11 maggio 2009

fotoblog...









volARE...







rocco dei MM con Nadia Grey e Francesco Filizzola dei Karac..



rocco con i Karac and Wood's Bump










mercoledì 29 aprile 2009

senza parole



… adesso e per quando tornerà l’incanto….

martedì 7 aprile 2009

la terra balla sui cadaveri






+ Abruzzo 06/04/2009

sabato 4 aprile 2009

giovedì 26 marzo 2009

Doppio emisfero e doppio fallo.

SI CONSIGLIA LA LETTURA AD UN PUBBLICO DI SOLI ADULTI ACCOMPAGNATI DALLE PROPRIE PERVERSIONI.
Perché vi spiego una cosa.
Nel mondo tutto è doppio come i sensi unici alternati. In ciò influisce le doppia parte del cervello, i cosiddetti emisferi.
Infatti c’è chi legge le prefazioni dei libri (per contestualizzare il libro o perché non c’ha un cazzo da fare!) e c’è chi non le legge le prefazioni dei libri (per un approccio più neutrale possibile al libro o perché non ha tempo da perdere).
È la vecchia storia della parte sintetica e della parte analitica del nostro cervello che porta il professore di lettere a scrivere poesie orribili e il sessuologo a trombare poco e male.
Chi salta le prefazioni dei libri ha molte più possibilità di arrivare a trovarsi alla guida di una piccola repubblica, mentre chi le legge sarà troppo impegnato nelle proprie pippe per impedirglielo.
Poi c’è il problema dell’amore. Max Pezzali a parte. Offri il tuo cuore in sacrificio a Lei, ma stai attento, perchè nel lasso di tempo in cui scriverai forse perchè della fatal quiete tu sei l’imago a me sì cara vieni o Silvia, ella starà rincorrendosi nuda in un prato fiorito con il tizio di prima, quello che non legge le prefazioni.Hai un pene piccolissimo, il tuo amico Lollo ce l’ha enorme , allora passi la vita a mungere Schopenhauer e ti rifornisci delle armi dialettiche per ridicolizzarlo, umiliarlo, sottometterlo. E alla fine ci riesci pure, a parole lo ridicolizzi, umili e sottometti. A parole. Silvia infatti ride di Lollo, disprezza lui e il suo enorme stupido uccello. Nel frattempo glielo succhia pensierosa, meditando su come mai sia impossibile succhiare la superiorità dialettica.
E voi le leggete le prefazioni?


per scrivere questa cazzata non è stato commesso nessun atto di stalking nei confronti di Arisa.

roccospagnoletta per il sociale.

martedì 17 febbraio 2009

Lo stupro è una dissacrazione.

Lo stupro è una dissacrazione. Chiamatemi fascista, nazista, razzista o come cazzo volete ma per me ogni stupratore deve morire. Che sia rumeno, italiano o francese. E non me ne fotte della superiorità morale e democratica di chi aborra la pena capitale. E i bar a Pignola non possono chiudere alle 23. Io esco a quell’ora.

Consigli per gli acquisti:
La canzone della settimana è BUON APPETITO di Dente.
Il libro della settimana è Pulp di Bukowski.
Il disco della settimana è LA QUINTA STAGIONE di Cristina Donà.

mercoledì 10 dicembre 2008

spleen



ho un gusto un po’ retrò. alle volte parecchio retrò. scendo dagli anni ’70 giù sino all’ ‘800. tra nada e rimbaud. beaudelaire. les fleurs du mal sul comodino come una bibbia pagana. e il mio cane stupido al cesso. più passa il tempo più divento incomprensibile anche a me stesso. quindi non abbiate timore a denunciare l’impenetrabilità di questi scritti. ascoltate la canzone invernale di oggi. abbiamo fretta. abbiamo molta fretta. ci alziamo con infarti in corso e corriamo e non tolleriamo chi ha bisogno di tempo. per capire. è che non c’è tempo. non c’è più tempo. perchè il sole d’inverno è finto. non riscalda. e tira vento. e piove. tutto è così atmosferico. finiremo invernati anche noi. persi nel grigio topo del cielo. a sedare rivolte nel sesso. mentre la gente non capisce che nè l’usignolo e nè la rosa sono per i ragazzini che hanno ancora sogni. ma se volete dir loro la verità fate pure. il giorno non segue la notte. la divora. pregate fratelli per quella ragazza dei diamanti e del letame. per quell’esser stato a scelta un lenzuolo o una coperta o un piumone. per diventare oggi un fantasma. per scomparire sotto un cielo grigio topo. pregate.

martedì 9 dicembre 2008

come capelli brizzolati ai lati della strada.

stamattina l’erba era bianca. come capelli brizzolati ai lati della strada. le lucette di Natale a dare il benvenuto alle feste. e l’atarassia tutte le feste porta via! solo l’assenzio ci salverà anche quest’ anno dalle solite palle di Natale. che poi da bambini aspettavamo. che poi da grandi aspettiamo. passiamo la vita ad aspettare. “c’è crisi dappertutto” (bugo). nei supermercati, nelle chiese, nei cuori, nei bordelli, nelle visioni distorte, negli appartamenti abitati, nei sottoscala, nei baci degli innamorati, nelle condanne, nei servizi di bicchieri, negli extraterrestri, nei bar di provincia, nelle cantine, nelle teste dei poeti, nelle violenze, nelle roulotte di barbie (diventate bordelli viola), nelle scarpe da ginnastica, nelle buste dello zucchero dei pandoro confezionati, nei boccali manico a destra, nelle gomme da masticare (in italiano caramelle a molla), nelle partenze e nei ritorni, negli addii, nelle notti, nelle nuvole prive di neve, nei posacenere con due lucky strike, nei dischi e nei libri, nella conoscenza, nei cocktail con l’ombrellino, nei maglioni a righe orizzontali, nelle giacche alla moda, nel mio cappotto, nei jeans calati, nel sesso orale, nell’amore, nella morte, nel falso gioco delle parti, a Bagkok, a Katmandu, a Tito Scalo, nel vino in bric, nel tonno in scatola, nel mare, nel cervello deformato a cuore, nei miei Ray Ban, nei distributori di DVD, nelle macchine parcheggiate in piazzetta, nelle scarpe delle donne, negli autobus che vomitano studenti, nel percorso via Reggio Calabria – viale delle Province – p.za Bologna – via Livorno – via Apuania e viceversa, nelle chitarre acustiche, negli amplificatori, nelle acquasantiere piene di indifferenza, nelle messe di notte, nel cimitero dei pensieri, nei letti degli amanti, nelle baracche e nelle bancarelle, nei giri di basso, nei valzer e perfino nel tango. “dappertutto c’è crisi”

“Dove lo passi il Natale quest’anno?” chiese il nano claustrofobico.“Su Facebook!” rispose la ballerina agorafobica e un po’ puttana.

DIO SALVI I MUSICAMANOVELLA!!

giovedì 13 novembre 2008

IL CINASTIK SI AFFONDO' (e pure il BALLARO')

Il BALLARO' HA CHIUSO!



Un pezzo di storia dei Musicamanovella se ne va.
Correva l'anno 2004, 7 dicembre 2004 e dei giovani intrepidi di Tito chiamati Uappi inauguravano la stagione concertistica del loro nuovo locale con tre musicisti da strapazzo che non avevano neanche gli strumenti. Si chiamavano Roccheddario e Michele Scarpetta ma si facevano chiamare Musicamanovella.
Le feste degli anni successivi ogni 30 dicembre erano i nostri compleanni e i nostri capodanni migliori.
Era il nonluogo per eccellenza, era IL LOCALE dove si stava stretti e ci si versava le birre addosso, era il locale che esplodeva al veglione (Al Veglione).
Era la nostra casa preferita.


Ciao Ballarò.
Tutta un'altra musica!!!



-1

giovedì 6 novembre 2008

rimembranze estive

In prima fila c’eravamo anche noi:

giovedì 16 ottobre 2008

Giovani VANDALI!!!

BLOG ANCORA CHIUSO.

domenica 5 ottobre 2008

... giusto per dirvi tre cose:

1)

abbiamo vinto!

"Ritira il premio del PRIMO CLASSIFICATO della 3°EDIZIONE del CAMASTRA SOUND FESTIVAL per i Musicamanovella il Segretario a Vita dei Musicamanovella Rocco Azzarino."

"A LU VOSTR!"

"GRANDE SEGRETARIO!!!!"


2)

... per chi non avrà mai più petali da spargere


3)


buonadomenicapomeriggio

lunedì 29 settembre 2008

2 gg dall'esecuzione.



Questa notte è successa una cosa che ad Alcatraz non era mai accaduta.
Stavo dormendo ed è entrato Mr. Prinz, il direttore, con due Rambo stalloni armati fino ai denti, neanche fossi Hannibal the Cannibal. Uno dei due ha messo la mano in tasca e il vecchio Jack ha detto :” Eccola li, mi sgozzano”. Invece Rambo 1 mi ha allungato il cellulare. “Telefonata persona” ha detto Mr Prinz. E mi hanno lasciato solo per 5 minuti. E io ho detto “Pronto?” e lei ha parlato, questa voce di donna che mi fa le capriole sul cuore come un porcospino, da anni. Greta.
Okay, non volevo dirvelo e ve l’ho detto. Potrò sfogarmi anche io qualche volta, o no?
Come cavolo abbia fatto a violare tutte le leggi e farsi passare un condannato nel braccio della morte non lo so, e mi fa pure un pò incazzare.
Fatto sta che mi ha detto “Ciao, come stai?” e io le ho detto: “Ciao, come stai?”e dopo che ce lo siamo detto io volevo urlare, ma ho fatto tanto di quel silenzio che sembrava un baccano, allora lei ha parlato tante di quelle parole che sembravano un silenzio.
Non ve la meno oltre fratelli, ma quando dopo anni ti richiama una donna perduta e lo fa per dirti “Sai ci ho ripensato, ma di quegli anni nostri, non mi ricordo un tubo, e forse eri tu l’uomo giusto per me potremo parlarne per favore, perché mi aiuterebbe?” ci resti come un ebete.
E me lo dici adesso che sono nel braccio della morte? Adesso? Due giorni prima dell’esecuzione? Ma i grandi amori sono sadici, e quando gli chiedi qualcosa, ti rispondono sempre con un'altra domanda. Infatti Greta mi ha chiesto: “Mi ami ancora Jack?”.
Allora all’albatro gli è venuta pena, pena e rabbia per questa nostra eterna condizione di condannati a non capirci mai al momento giusto. Condannati a darci appuntamenti mancati. Dato che gli albatros non rispondono al telefono ho messo giu e il portatile di Mr Prinz ha fatto clap, il rumore che fanno le ali degli albatros quando si chiudono. Però Greta mi fa male dappertutto, puoi sbattere le porte in faccia a tutte le Grete che vuoi, ma la comunicazione non si interrompe neanche a calci, la comunicazione fra te e chi ami e hai sempre amato, e allora fatemi improvvisare un rap, qualunque cosa sennò questo microfono lo tiro contro le sbarre. Perché mi hai fatto male Greta? Maledizione a te e alla Telecom, visto che io non sono Lopez ma un condannato vero, e tu, amore, sei stata il mio plotone di esecuzione preferito. No che cazzo di rap, mi sono stufato d’essere il saltimbanco di amori sottobanco. Io non sono il tuo carnevale tesoro. E’ finita anche questa: la stagione delle maschere. Per cui Madama Rai mandami una canzone, ma non d’Amore, una canzone qualunque, che l’albatro stavolta si è avvitato di brutto. Ma di brutto assai.
Nè per vendetta nè per scortesia, credimi. Ma c’è un tempo per tutto, anche per i grandi incontri. Forse t’eri dimenticata di mettere la sveglia, forse quella mattina di febbraio avevi altro per la testa. Succede. Quell’uomo che ti ha aspettato tanto non esiste più, davvero. Hai ritelefonato all’uomo che quell’uomo è diventato dopo la tua assenza.
Io e lui siamo due estranei, Greta, come io e te ora.
Nè per vendetta, nè per scortesia, amore.

Ma chi ti conosce?

Tratto da Alcatraz - un DJ nel braccio della morte
di Diego Cugia

lunedì 22 settembre 2008

IL GIGANTE E IL MAGO

IN ESCLUSIVA IL NUOVO SINGOLO DI VINICIO CAPOSSELA.

LA MUSICA NUOVA PRIMA DI TUTTO è SUL BLOG DEI MUSICAMANOVELLA!!!

mercoledì 17 settembre 2008

chi mi ha fatto le carte mi ha chiamato vincente ma è uno zingaro o un trucco



“… ora le tue labbra puoi spedirle a un indirizzo nuovo
e la mia faccia sovrapporla a quella di chissà chi altro…”

dai diamanti non nasce niente dal letame nascono i fior…



dai diamanti non nasce niente dal letame nascono i fior…

e basta!!

mercoledì 18 giugno 2008

SENZA PAROLE

Press play and legg’!


Causa risacca oggi non scriverò!




il punto G o la punto G?


giovedì 22 maggio 2008

SENZA PAROLE del POMERIGGIO


SENZA PAROLE

Anyway the wind blows.......

martedì 22 aprile 2008

SENZA PAROLE

passatempo...

per Steve e gli amanti dell'I-POD

al lago del Pantano



2000 anni dopo sarebbe andata così!!!




A' MAURI' MAGNA TRANQUILLO!!!